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Pero, grande lavoratore ma rustico, spigoloso, taccagno e ostinatamente conservatore: il suo carattere rende difficili i rapporti anche in famiglia, in particolare con la moglie Catina che vorrebbe aprirsi alle novità (tra l’altro, vuole fare la patente) ed è stanca di un marito brontolone, ostile a qualsiasi cambiamento. Dal canto suo, la figlia Luzieta da una settimana è a Trento in cerca di lavoro. La storia inizia con l’arrivo al maso di due sciatori, l’anziano Basilio e suo nipote, che partecipano alla Marcialonga ma hanno sbagliato strada. Pero li rinfranca con un grappino e i due ripartono. Ma poco dopo il nipote torna a chiamare Pero perché il nonno è scivolato e non riesce a proseguire. Prima di uscire Pero lascia in vista un espresso indirizzato a Catina: sono le informazioni per la scuola guida. La donna, tornata a casa, accoglie Cicillo, giovane napoletano educato e galante, che consegna i moduli per il censimento.
La storia prosegue in un incalzare di equivoci, fraintendimenti e sorprese. Pero, che nel soccorrere il vecchio Basilio si frattura un braccio, si fa condurre a Trento per risolvere il rebus del censimento. Catina accetta il passaggio in macchina di Cicillo perché vuole andare a informarsi per la patente. All’insaputa uno dell’altra, Pero e Catina passano la notte in città. Lui, con il braccio ingessato, inizia un surreale dialogo con Dante (Alighieri); Pero parla in dialetto, Dante gli risponde in rima ma riescono a capirsi e tra i due si sigla un patto. Il sommo poeta andrà in municipio a raccogliere informazioni sul censimento e Pero prenderà il posto della statua (cosa che in realtà non farà perché preferirà andare al bar). In piazza Dante, dopo qualche traversia, arrivano anche Cicillo e Catina, a bordo della acciaccata automobile di lui. È già sera e i due si separano (Catina andrà a dormire alla Casa della giovane), dandosi appuntamento per il mattino dopo: Cicillo ha promesso di aiutare Catina a trovare la scuola guida. Salutata la donna, Cicillo poco dopo incontra Luzieta: i due giovani si conoscono solo da una settimana ma sono innamorati e vogliono sposarsi. Decidono di salire sul treno per Napoli dove lui presenterà la sua ragazza alla famiglia, annunciando il matrimonio. È il mattino dopo. Mentre Dante è davanti al municipio sconsolato perché non riesce ad avere le informazioni richieste, Pero, vista la macchina di Cicillo, la spinge fino al municipio, ritenendo che sia un “oggetto smarrito”. I due se ne vanno. Poco dopo arriva Catina che, vista l’automobile di Cicillo, con l’aiuto di due impacciate turiste alle quali affida la propria borsa, cerca di spostarla, ingranando la retromarcia e perdendone il controllo. Le turiste la inseguono, lasciando la borsa di Catina sulla strada. Ritorna Pero che, trovando la borsa di Catina, pensa che la moglie se ne sia andata con Cicillo. In realtà Catina, sempre guidando in retromarcia e senza sapere che strada stia percorrendo, arriva fino a Napoli dove incontra la figlia Luzieta con Cicillo: le raccontano tutto, inclusa l’intenzione di sposarsi, e chiedono il suo aiuto nell’affrontare il Pero. La storia ha un lieto fine: chiariti gli equivoci, Pero darà il consenso al matrimonio, anche se con “uno del sud”. Ciliegina sulla torta, la rocambolesca vicenda ha fatto capire a Pero e Catina che, tutto sommato, si vogliono ancora bene e non sanno stare lontani uno dall’altra.