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In paese si stanno avvicinando le elezioni comunali. I candidati sono due: Arturo, incoraggiato e sostenuto da amici e familiari, e tale avvocato de Rigotti che nessuno conosce anche se sostiene di essere discendente di persone del posto. I due rivali preparano il programma quando, a sostegno di Arturo, arriva un senatore nativo del luogo, mandato da Roma. Il senatore, per far colpo sull’elettorato, propone un gemellaggio con Saint Louis (USA). Arturo parte con il senatore e con una delegazione ma all’aeroporto di New York vengono bloccati con l’accusa di detenzione di droga: gli americani non capiscono cosa sia la sostanza contenuta nelle ciuìghe (famosa lucanica di San Lorenzo in Banale) che i nostri hanno portato con sé. È la rapa, ma diventa difficile farlo capire ai poliziotti statunitensi. In tre vengono trattenuti in carcere mentre il senatore fa perdere le proprie tracce. Vengono difesi da un avvocato oriundo italo-siciliano dall’improbabile pronuncia che, alla fine, riesce a dimostrare la loro innocenza. Dopo qualche giorno Arturo e compagnia ritornano in paese: a quel punto, data anche la risonanza mediatica data alla vicenda, le speranze di essere eletto sindaco sono ridotte al lumicino. E invece Arturo trionfa: la gente ha capito che a volte, persone del tutto innocenti, possono finire nella rete della giustizia.