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Povero Gobbo. Maltrattato dal sarto a cui deve dei soldi, si finge morto e finisce per prender botte da tutti: dal dottore, dal vicino, dal viandante e infine, per concludere in bellezza, anche il giudice lo condanna a morte. In questa breve ‘pièce’ teatrale dai tratti surreali, i personaggi sono volutamente stilizzati al massimo grado per renderli emblematici esponenti di un’umanità avida, paurosa, indifesa ma anche capace di generosità. Se ne legge una metafora, divertente e leggera, della legge universale: I poveri sono sempre bistrattati. Solo la loro furbizia, unica arma di difesa, a volte li salva.