Spettacolo sul tema della mondialità e dell’accoglienza con due scenette, tre coreografie ed un gioco, una coreografia finale e un “filo narrativo recitato” presentato da sei ragazzi più grandi che introducono i vari momenti. Il tema centrale è molto semplice: la persona che rifiuta l’accoglienza, che rifiuta gli altri e che costruisce un muro per salvare il proprio giardino, alla fine elimina la possibilità di crescere umanamente e socialmente, costruendo la propria prigione. Le coreografie possono essere sostituite da canzoni sul tema della fraternità. Una scenetta parla dell’emigrazione dei trentini nel mondo, mentre l’altra ambientata in un’aula scolastica evidenzia, comicamente, l’ignoranza e alcuni luoghi comuni sull’emigrazione attuale. La coreografia finale sulla canzone “We are the World” dovrebbe coinvolgere tutti i partecipanti dello spettacolo.
