Il testo si articola su diverse situazioni narrative.
È una sera di prove per la compagnia teatrale: il regista spiega la nuova commedia da preparare, ambientata nella sala del trono del re immaginario. La scenografia si realizza con l’inserimento graduale degli elementi che la compongono. Finché inizia la commedia. Il re, la regina, il gran ciambellano, il Guardia, le dame di corte, il canonico… protagonisti di un passato forse glorioso ma ora stanche riproduzioni di quello che un dì furono. Il Re mena ordini a destra e a manca, inclusi quelli per una imminente battaglia… il gran ciambellano si affanna a compiacere ma anche a contenere sua maestà, il Guardia gioca di furbizia e si barcamena come può, la regina oscilla tra doveri di corte e frustrazione personale, le dame di corte (due brutte, una bella) sono sulla soglia della pensione con conseguente perdita dei privilegi… tutti si muovono fra il grottesco e il surreale, tra pettegolezzi, lamentele, spiate, intrighi, miserie di varia natura… Il re, incurante di un regno che scricchiola, continuando a ritenersi un grande sovrano al riparo da errori possibili, nella giornata dedicata alle udienze, ascolta anche le lamentanze della regina che vuole sapere se ci sia mai stato, nel loro matrimonio combinato per ragion di stato, un momento nel quale lui l’abbia guardata e desiderata come donna… Domanda alla quale sua maestà il re non riconosce la dignità di un dubbio, tuttavia decide di organizzare per la regina una serata di intrattenimento a sorpresa. Convoca i “dignitari” di corte e, anche, il capocomico. Impone che in poche ore si prepari una rappresentazione del “Cirano” in una situazione impossibile: alcuni attori sono ammalati, nessuno conosce il testo… Ma il re non sente ragioni: tutti, lui compreso, si presteranno a recitare, utilizzando i copioni semidivorati dai topi (tranne uno) che si consumavano, dimenticati nella regale libreria. Unico interprete credibile, la Fanciulla, avvenente giovinetta che conosce la parte di Cristiano e di cui il re si invaghisce. Il re ignora le proteste e impone l’inizio delle prove. Nessuno si accorge che la regina sta vedendo quanto accade e che rimane bloccata dallo stupore. In realtà tutto si blocca, in una sorta di fermo immagine… mentre compare in scena una guida turistica trentina che invita una comitiva di tedeschi ad entrare, spiegando loro che si trovano nella sala del trono, che la scena con le statue in costume dell’epoca riproduce l’ultima mattina di vita del re. Perito gloriosamente in battaglia? Macché: è morto nel pomeriggio (con buona pace del Cirano), stroncato dal pranzo ipercalorico che aveva fatto preparare per tacitare i tanti ai quali, in quella giornata convulsa, non aveva concesso udienza.
