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Il barone Sani vuole assolutamente entrare in possesso del prato di Renato Perotti e lo minaccia. Dice di volerne fare un campo da tennis per i nipoti. In realtà vuole il prato, perché ha saputo che vi è nascosto un tesoro, frutto di un furto perpetrato durante la guerra dallo stesso barone, in complicità con un ufficiale tedesco dedito al gioco. Una lettera dalla Germania farà giustizia.