Subito si viene a sapere che il Comune ha espropriato l’orto della canonica per farne dei parcheggi; in conseguenza di ciò Agnese, la perpetua di don Alfonso, coltiva il proprio orto che confina con la casa del Sindaco. Entrano in scena due amiche di Agnese, Marisa e Tullia, che commentano l’esproprio; si scopre che Marisa non è sposata, è innamorata del Sindaco, scapolo anche lui. A sorpresa gli imbianchini trovano in un vecchio camino una bottiglia con un misterioso documento; arriva don Alfonso, ma viene ritenuto all’oscuro del ritrovamento e contemporaneamente si incontra con il Sindaco, il quale vuole allargare la strada di casa propria, ma ha bisogno del terreno di Agnese; per questo motivo chiede al parroco di persuadere Agnese a vendergli il fondo. Don Alfonso approfitta e chiede in cambio la restituzione dell’orto della canonica; il primo atto si chiude con la discussione tra il parroco ed il Sindaco, cui si aggiunge improvvisamente Agnese, che per difendere il parroco si agita e sviene. Nel secondo atto Agnese, Marisa e Tullia aprono la bottiglia e leggono il documento; Marisa svela la notizia al Sindaco che si precipita in canonica. Nasce una discussione ed alla fine don Alfonso trova una soluzione che accontenta la parrocchia, il Comune ed anche Agnese. Marisa e il Sindaco si incontrano e quindi… lieto fine!
