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Due anziani coniugi muoiono a poca distanza l’uno dall’altra lasciando ai figli (un maschio e tre femmine) una bella proprietà, in parte già divisa e in parte indivisa. Si scatena subito una lite tra i due figli più prepotenti (Ugo, l’unico maschio, Ginestra la seconda delle tre femmine); lite che però, inevitabilmente, coinvolge anche gli altri. Ginestra, infatti, intenta una causa per contestare il testamento lasciato dal padre e si mette contro gli altri fratelli, i quali prendono come legale Attilia, figlia di un amico del defunto padre. La causa è lunga e Ginestra, egoista e interessata, pur vivendo altrove non perde occasione per compiere qualche azione molesta ogni volta che compare nella proprietà di famiglia. I fratelli reagiscono ognuno a modo proprio ai comportamenti scorretti della sorella. Ugo, erede e continuatore dell’eredità del padre, la falegnameria, è molto attaccato alla proprietà e quindi molto arrabbiato. Jane, la sorella maggiore, addestratrice di cavalli in Texas, non vivendo sul luogo non è troppo coinvolta, ma ben informata da Veronica, la sorella minore. Quest’ultima, che è da poco tornata a vivere nel paese di origine, dove ha aperto il suo atelier di pittura, da artista riesce a prendere le controversie con una certa filosofia, ma si stanca molto. I genitori, ormai defunti, appaiono ogni tanto come spiriti a commentare il susseguirsi delle vicende famigliari e i misfatti di Ginestra. Nel frattempo, però, si presenta anche la necessità di dividere le parti comuni della proprietà per farne dei parcheggi. Questa divisione scatenerà ulteriore malcontento tra i fratelli e renderà necessaria un’assemblea condominiale per mettersi d’accordo sulla suddivisione. Come se non bastasse, Ginestra, rendendosi conto che la causa ereditaria volge a suo sfavore, riuscirà a vendere la sua proprietà ad un cinese e ne darà notizia a sorpresa proprio nel corso della suddetta assemblea, ma… “non tutto il male vien per nuocere” e… la sorpresa sarà per lei.