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Per una famiglia che si crede “della buona borghesia”, discendente di un lontano sindaco del paese e di uno zio che aveva pubblicato un libro di poesie, è assolutamente impensabile che la propria figlia, impiegata in un ufficio della Provincia, possa essere innamorata del figlio di uno spazzacamino. A poco vale sapere che il ragazzo era anche compagno di scuola della figliola, e che sta ultimando l’università: il sangue non è acqua e il figlio dello spazzacamino non può sposare la figlia di un vice vicedirettore della succursale della Posta e di una maestra in pensione dopo aver sgobbato 19 anni 6 mesi e un giorno! E così, visto che la signora cerca una domestica a ore, Paolo, in accordo con Laura, si presenta vestito da donna, come amica della ragazza: i genitori rimangono entusiasti di tanta simpatia e tanta bravura e quindi assumono “la colf” e insistono con la figliola, di ospitarla nella propria camera. I due ragazzi vivono quindi il loro amore con la speranza di trovare il momento giusto di rivelare la verità ai genitori… ma nel frattempo della colf “Paola” si innamorano un amico di famiglia e anche un amico di Laura…c’è un amante che gira per casa…e l’ipocrisia regna sovrana.