Tullio torna a casa dopo un ricovero in ospedale per diversi acciacchi. È accudito dalle figlie Irma e Bruna che si sono prese ferie per stargli accanto. Spesso passa a trovarlo Luciano, amico coetaneo ma in buona salute, che però continua a parlare di morti. Un giorno Luciano fa conoscere a Tullio Yoko, giovane donna giapponese, vicina di casa. Lentamente Tullio comincia a migliorare ma continua ad avere necessità di assistenza e le figlie, pur con fatica, lo convincono ad assumere una badante. È Katrina, quarantenne russa, energica e dinamica. Tullio deve vincere le proprie resistenze nei confronti di Katrina e Yoko che, a titolo diverso, portano in casa usi e abitudini diverse e che (soprattutto Yoko) faticano a farsi capire. Nonostante questo, la presenza della badante permette a Tullio di migliorare sensibilmente e di ritrovare buon umore e vitalità. Tullio si affeziona a Katrina e quando lei gli chiede di poter far venire a vivere con loro il figlio rimasto in Russia, lui finisce con l’acconsentire. Da giovane Tullio era stato migrante e aveva conosciuto le difficoltà che ora sta vivendo Katrina: anche per questo motivo, nonostante il parere contrario di figlie e amici, accetta anche di sposarla. Il matrimonio però non si fa: Katrina se ne va infuriata e fa perdere le proprie tracce. Ma dopo qualche mese Tullio riceve un suo biglietto: Katrina è tornata in Russia perché, come un giorno le aveva detto Tullio “meglio pane mangiato a pezzi con famiglia che una ciopa intera mangiata da soli”.
