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La vicenda inizia nel 1931 quando Giulia ha 7 anni: è in cortile e quando sente la musica si mette a ballare, ridendo felice. Giulia ha la mamma, il papà e un fratello, Vittorio. Il testo è una sorta di diario di vita, scandito su 7 quadri, che racconta la vita di Giulia e gli intrecci con le vite degli altri protagonisti. È il 1942: Giulia ha 18 anni quando sua madre muore dando alla luce il figlio Antonio. La vita della giovane cambia bruscamente: lascia il fidanzato Rodolfo e decide di dedicarsi interamente al padre ma soprattutto ai due fratelli, ai quali di fatto farà da madre. Giulia invecchia: nel 2009 (all’inizio del secondo atto) la troviamo in casa di riposo, ancora vivace a dispetto dei suoi 85 anni. Il giornale, che legge ogni giorno, le riporta il ricordo di Rodolfo, l’amore al quale aveva rinunciato. Alessandro, operatore della casa di riposo, incoraggia Giulia a incontrare Rodolfo. Giulia ritrova così la dolcezza e la tenerezza: lui la va a trovare ogni giorno, chiacchierano, passeggiano nel giardino, riescono persino a muovere qualche passo di ballo. Ma nel 2010 Rodolfo muore. Arriviamo al 2016: Giulia è a letto, assopita. Ogni tanto si sveglia ma è confusa e debole; non riconosce la nipote Caterina che le sta accanto. Giulia sta per concludere la sua intensa vita ma prima riesce a raccontare che, da piccola, voleva fare la ballerina e, ballando, rideva felice. Se ne va, sorridendo.